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June 10th, 2010
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scritto da paolo leccese
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In occasione dei Campionati Mondiali di Calcio 2010, nel prestigioso Spazio Le Cinque Lune, a pochi passi da Piazza Navona a Roma, inizia l’evento della capitale interamente dedicato all’immenso ed abbagliante territorio africano. Un percorso attraverso le sue risorse quasi sconosciute dalle società occidentali e che mettono in luce le ricchezze territoriali e culturali. “Africa’s Hands” è il polo privilegiato nella Capitale dove l’Italia abbraccia l’Africa e la mette elegantemente in mostra. Tutto questo è possibile grazie ai partner che hanno sostenuto l’iniziativa: GRUPPO SANT’ANGELO, SIARCO, GESSI, ELECTROLUX, FERRETTI CUCINE e a TELESPAZIO che ci permetterà di assistere alla diretta col Sudafrica.
Sarà possibile degustare i migliori vini del sudafrica, toccare con mano l’artigianato africano, verificare le migliori opportunità di investimento in Africa, apprezzare il design e la creatività della designer sudafricana Carrol Boyes, ed inoltre performance musicali, eventi culturali e presentazioni letterarie.
Gruppo Sant’Angelo in occasione dell’evento contribuirà a finanziare, attraverso la Mary’s School Onlus, i costi relativi alla gestione di una scuola già realizzata in Kenya (insegnanti, pasti caldi, materiale didattico, l’acquisto di un pulmino, la mensa, l’energia elettrica, ecc..). http://www.marys-school.org/
Speriamo di incontrarvi tutti a partire dall’inaugurazione del 15 giugno 2010 dalle ore 18.00.

Paolo Leccese
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April 9th, 2010
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scritto da paolo leccese
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Nei prossimi anni la Repubblica di Panama diventerà un Paese interessante per gli investimenti delle aziende italiane. La recente stabilità politica, gli ultimi lavori per l’ampliamento del Canale (deciso nel 2006 mediante referendum), faranno del paese centroamericano un hub strategico del commercio internazionale. I problemi da risolvere sono ancora tanti, Panama viene considerata ancora dall’OCSE un paradiso fiscale, dove si ricicla denaro proveniente da attività illecite. La ZLC (Libera Zona di Colon) con l’ampliamento del Canale, i cui lavori previsti saranno finiti entro 2014 (con un costo di 5,25 miliardi di dollari), diventerà una zona portuale strategica come base per le merci, per chi vorrà commerciare con tutto il Nord e Sud America. Per aumentare gli investimenti esteri, il Governo dovrà ottenere dei buoni risultati nella lotta alla criminalità organizzata, la quale utilizza la ZLC come snodo fondamentale per il traffico internazionale di droga, di donne, bambini e di immigrati clandestini verso gli USA.
Le imprese italiane investono da anni nel paese centroamericano, Impregilo ha vinto nel 2009 attraverso un consorzio (con la spagnola Sacyr Vallehermoso), una commessa per l’ampliamento del Canale di Panama. Enel nel 2007 ha acquistato la società panamense Globeleg Holdings Fortuna, arrivando così al 49% della partecipazione indiretta della Ege Fortuna. L’economia panamense si basa principalmente sui servizi (80% del PIL), le aziende italiane (Assicurazioni Generali, Scavolini, Berloni, Astaldi, Ghella, ecc.) investono nel paese centroamericano nei settori delle assicurazioni, arredamento, e soprattutto in costruzioni. Per quanta riguarda l’agricoltura (7,4% del PIL) vengono applicate delle barriere tariffarie alte per i prodotti esteri, in particolare: carni, insaccati, formaggi freschi. In questo settore l’Italia si è tagliata un settore di nicchia con prodotti made in Italy di alta qualità come pasta, olio d’oliva, vino, caffè, acqua minerale. Per quanto riguarda l’industria, che rappresenta solo il 12,7 % del PIL panamense le aziende italiane non hanno ancora trovato settori privilegiati in cui investire, anche se esportano macchine elettriche, prodotti in metallo. Un altro settore del made in Italy che investe nel paese centroamericano, è quello della moda (Ferragomo, Benetton, Bulgari), con prodotti di alta qualità.
Nel mese scorso il “Sistema Italia” ha partecipato ad un Forum Commerciale a Panama alla presenza di Sace, Simest, Ice e il Viceministro allo Sviluppo Economico Adolfo Urso. A questo Forum sono state presenti oltre 30 aziende italiane, soprattutto del settore costruzioni,trasporti ed energia: Trevi, Trenitalia, Enel Italfer. Nel periodo 2009 - 2014 il Governo panamense ha stabilito una serie di opere pubbliche importantissime da costruire, le quali affiancheranno il colossale ampliamento del Canale. Impregilo in primis insieme a Ghella ed Astaldi attraverso un consorzio sperano di vincere la commessa per la nuova metropolitana di Panama per un valore di 1,5 miliardi di dollari. Altre opere dovranno essere fatte in questi anni: ospedali strade, aereoporti, scuole. Le aziende italiane cercheranno di ottenere alcune commesse anche se la concorrenza delle aziende brasiliane e statunitensi sarà molto forte.
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March 28th, 2010
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scritto da paolo leccese
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Che cosa liberalizza e che cosa non liberalizza il DL 40/2010?
Ma prima di farsi questa più che legittima domanda il cittadino o l’operatore dell’edilizia deve chiedersi in quale regione e in quale comune si opera. Domanda non leziosa perché il DL 40 all’art. 5 liberalizza l’attività edilizia libera ma non dappertutto modificando l’art. 6 del DPR 380/2001.
Infatti parecchie Regioni (Campania, Emilia Romagna, Liguria, Lombardia, Sicilia, Umbria, Valle d’Aosta e le Province autonome di Trento e Bolzano) hanno regolamentato da tempo la materia della manutenzione straordinaria e introdotto dei criteri più restrittivi. E qui già nasce un primo problema di disparità di trattamento dei cittadini da regione a regione.
Più fortunati i cittadini delle Regioni che finora non hanno regolamentato la materia (Abruzzo, Basilicata, Calabria, Marche, Molise, Puglia) e di quelle (Friuli-Venezia Giulia e Sardegna) che hanno di già provvedimenti in linea con il DL n. 40. Alla fine della conta rimangono tre Regioni-limbo (Lazio, Piemonte e Veneto) dove vi sono dubbi sull’applicabilità del DL n. 40 perché richiedono la DIA per la manutenzione straordinaria ma sulla base di leggi precedenti al DPR 380/2001.
Veniamo al merito del provvedimento. Anzitutto le opere non devono comportare aumento del numero delle unità immobiliari o aumento delle volumetrie o delle superfici e non devono riguardare le parti strutturali (muri portanti, travi, architravi, colonne…) dell’edificio. In secondo luogo si devono rispettare le norme antisismiche, di sicurezza, antincendio, igienico-sanitarie, di quelle relative all’efficienza energetica nonché delle disposizioni contenute nel codice dei beni culturali e del paesaggio. Per le attività soggette al rilascio del certificato di prevenzione incendi “il certificato stesso, ove previsto, e’ rilasciato in via ordinaria con l’esame a vista”. Qualora sia richiesto per legge il parere di conformità del Comando provinciale dei Vigili del Fuoco, la pronuncia sulla conformità deve avvenire entro 30 giorni.
Ecco in sintesi i principali provvedimenti liberalizzati:
a) gli interventi di manutenzione ordinaria;
b) gli interventi di manutenzione straordinaria;
c) gli interventi volti all’eliminazione di barriere architettoniche (no rampe, ascensori esterni/manufatti che alterano la sagoma dell’edificio;
f) le opere dirette a soddisfare obiettive esigenze contingenti e temporanee e ad essere immediatamente rimosse al cessare della necessità e, comunque, entro un termine non superiore a novanta giorni (quindi via libere alle strutture temporanee);
g) le serre mobili stagionali, sprovviste di strutture in muratura, funzionali allo svolgimento dell’attività agricola;
h) le opere di pavimentazione e di finitura di spazi esterni, anche per aree di;
i) i pannelli solari, fotovoltaici e termici, senza serbatoio di accumulo esterno, a servizio degli edifici.
l) le aree ludiche senza fini di lucro e gli elementi di arredo delle aree pertinenziali degli edifici.
Per gli interventi di cui lettere b), f), h), i) e l) il cittadino dovrà darne comunicazione, “anche per via telematica”, al Comune allegando le autorizzazioni obbligatorie. Nel caso della manutenzione straordinaria occorre fornire anche i dati dell’impresa che eseguirà i lavori.
Quali sono gli interventi considerati di manutenzionaria straordinaria? Lo spiega l’art. 3 dello stesso DPR 380/2001: “”le opere e le modifiche necessarie per rinnovare e sostituire parti anche strutturali degli edifici, nonché per realizzare ed integrare i servizi igienico-sanitari e tecnologici, sempre che non alterino i volumi e le superfici delle singole unita’ immobiliari e non comportino modifiche delle destinazioni di uso”.
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March 25th, 2010
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scritto da paolo leccese
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Sarà uno degli hub più moderni d’Europa il nuovo aeroporto internazionale Berlino-Brandeburgo (Bbi): in una superficie di 1470 ettari, come 2000 campi da calcio, salirà un terminal di sei piani che potrà gestire fino a 27 milioni di passeggeri all’anno e che potrà essere progressivamente ampliato fino ad accoglierne 45 milioni. L’aeroporto sale tra due piste parallele, di decollo e atterraggio, lunghe circa 4 chilometri ciascuna. Il Bbi sarà un aeroporto al centro dell’Europa e punterà molto sul traffico interno e su selezionati collegamenti a lungo raggio, l’opera si inserisce in un più ampio piano di razionalizzazione e organizzazione del sistema trasportistico e del piano di riassetto degli aeroporti esistenti nella regione. Nel 2006 sono iniziati i lavori di potenziamento dell’aeroporto Schönefeld destinato a diventare il nuovo aeroporto della capitale, il Bbi, e il 20 ottobre 2008 è stato chiuso l’aeroporto di Tempelhof. Dal prossimo anno tutto il traffico della regione verrà concentrato sul nuovo aeroporto a sud-est della città. Davanti al nuovo aeroporto sta sorgendo anche l’Airport City, un centro urbano di servizi dove potranno essere costruiti edifici alti cinque-sei piani, e un hotel 4 stelle, di rappresentanza, con un centro congressi e un parcheggio per oltre 10mila posti auto. Il nuovo volto dell’aeroporto, di design industriale, con la sua facciata in vetro e acciaio, è già ben riconscibile; in cantiere lavorano ogni giorno 900 operai per arrivare in tempo alla data del 29 ottobre 2011, quando è previsto il più grande trasloco di Berlino. In quella notte due aeroporti diventeranno uno: gli aeroporti di Tegel e Schönefeld chiuderanno la sera, durante la notte tutti gli apparecchi, macchine e impianti mobili verranno portanti nel nuovo aeroporto della capitale Bbi e la mattina del 30 ottobre 2011 partirà da lì il primo aereo.
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